“Nella partecipazione lo scetticismo fa parte del processo” – Intervista a Eva Michlits

29.09.2025

Eva Michlits è la responsabile della sede clavis di Vienna. Comunicatrice di vasta esperienza, segue numerosi progetti nel settore delle energie rinnovabili. In questa intervista spiega perché la transizione energetica necessiti di nuove narrazioni, quale forza possa sviluppare la partecipazione e perché, in questo ambito, lo scetticismo si trasformi spesso in “vento a favore”.

Sempre più progetti eolici vengono respinti dalla popolazione e i governi locali variano tra gli scettici e gli ostili alle turbine. La transizione energetica ha bisogno di nuovi paradigmi narrativi?

Sì, assolutamente: la transizione energetica ha urgente bisogno di nuove narrazioni.

Ciò che osserviamo nel nostro lavoro quotidiano è che la classica “narrazione del futuro”, ovvero la visione di un mondo migliore per le generazioni a venire, per molte persone non è più sufficiente: è diventata troppo astratta. Dobbiamo collegare con maggior forza il beneficio dell’energia rinnovabile alla vita quotidiana. Energia significa qualità della vita. Senza elettricità, senza reti stabili e senza una produzione interna, il nostro standard di vita non sarà sostenibile. Dobbiamo sottolinearlo coerentemente nella comunicazione in modo onesto, concreto e vicino alla realtà quotidiana.

Eva Michlits
Mag. Eva Michlits, MAS, MBA - Responsabile della sede di Vienna, procuratrice ed esperta di comunicazione strategica.

Il tema dell’energia ha molteplici aspetti. In che modo i promotori dei progetti possono spiegare al meglio queste correlazioni e garantire un consenso più ampio?

La chiave risiede in una comunicazione orientata al beneficio: gli sviluppatori dei progetti dovrebbero chiedersi quale valore aggiunto concreto porti il loro intervento alle persone del posto a livello economico ed ecologico, ma anche sociale. La domanda deve essere: cosa ne ricavano concretamente il Comune e i suoi cittadini?

Allo stesso tempo, però, non bisogna perdere di vista un contesto più ampio. La transizione energetica è un progetto collettivo. Il “campanilismo”, ossia il focus sul proprio vantaggio senza guardare all’insieme, non ci porta lontano. Ricordo un’escursione in un parco eolico durante la quale una signora anziana, che si era battuta con veemenza contro nuove turbine nel suo comune di residenza, mi disse: “Ma aggiungete pure qui gli impianti previsti, visto che qui ce ne sono già così tanti”. Questa affermazione mi ha fatto riflettere; evidenzia quanto gli interessi personali siano ormai radicati. Se viene meno il senso di responsabilità verso la società nel suo complesso, allora la comunicazione deve fare appello alla solidarietà e alla giustizia tra le generazioni.

Parlando di Community Building, come si trasformano cittadini scettici in sostenitori impegnati dell’energia eolica?

Il Community Building non è un progetto una tantum: è un processo a lungo termine basato sulla fiducia, sulla trasparenza e su una partecipazione reale. Chi vuole raggiungere davvero le persone deve coinvolgerle precocemente, comunicare apertamente e permettere loro di co-progettare. Non basta informare bene. Costruire relazioni è la chiave di volta nella comunicazione.

Una leva efficace è la partecipazione che produce effetti: se i cittadini hanno la sensazione che la loro voce conti e che il loro impegno faccia la differenza, anche l’accettazione aumenta sensibilmente. Modelli di partecipazione, coinvolgimento finanziario o comunità energetiche possono costruire ponti importanti in questo senso. Ma soprattutto si tratta di saper ascoltare e di prendere sul serio anche le voci critiche. Solo chi intende lo scetticismo come parte del processo può trasformare il vento contrario in vento a favore.

Quali progetti sta seguendo clavis nel settore delle rinnovabili? E con quale focus comunicativo?

Attualmente clavis sta accompagnando diversi progetti nel campo delle energie rinnovabili. Il nostro focus è sempre rivolto alla comunicazione strategica e alla partecipazione: supportiamo gli sviluppatori nel costruire relazioni solide con i comuni, gli stakeholder e il grande pubblico. Ciò include, ad esempio, lo sviluppo di concetti di comunicazione, la realizzazione di eventi di dialogo, la moderazione di processi di partecipazione dei cittadini e la progettazione di strumenti di partecipazione digitale. Il nostro obiettivo è sempre quello di rendere comprensibili temi complessi e, allo stesso tempo, creare spazio per la discussione, le domande e la co-progettazione.

Negli ultimi anni siamo stati attivi per progetti eolici su incarico di VERBUND Green Power Austria. Il fulcro del nostro lavoro è la comunicazione con la popolazione; offriamo supporto negli eventi di dialogo, ideiamo e redigiamo i testi per i giornali di progetto e forniamo consulenza su questioni strategiche.

Girandole per un post sul blog sulla comunicazione dei progetti energetici

Per concludere, perché le rinnovabili sono la scelta energetica più sostenibile per il futuro?

Il vento e il sole sono a nostra disposizione gratuitamente e in misura praticamente illimitata. Ciò nonostante in Austria lo scorso anno abbiamo speso 14 miliardi di euro per le importazioni di energia fossile. Un non-senso dal punto di vista economico, insostenibile sotto il profilo ecologico.

Mag. Eva Michlits, MAS, MBA - Responsabile della sede clavis di Vienna, procuratrice ed esperta di comunicazione strategica.

Avete bisogno di supporto per la comunicazione dei vostri progetti energetici?

Gli esperti di clavis saranno lieti di valutare la vostra richiesta!

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