“Ogni blocco irrazionale indebolisce l’intera Austria”

11.05.2026

Intervista al portavoce di VERBUND, Florian Seidl, sui nuovi fenomeni di disinformazione, sulle loro ripercussioni sui comuni e sui gruppi che si celano dietro a queste campagne.

Salta all’occhio che, nel contesto dei progetti eolici e delle relative votazioni, nei comuni è sempre più frequente la presenza di gruppi interregionali che si mobilitano contro questi stessi progetti. Di che tipo di collettivi si tratta?

Si tratta di piccoli gruppi che hanno già maturato esperienze in progetti concreti all’interno delle loro comunità oppure che si sono riuniti grazie a una rete molto estesa di media alternativi. Queste reti traggono origine dalle proteste contro le misure restrittive adottate durante la pandemia da Coronavirus. I contatti si estendono fino a una realtà ben organizzata di ideologi complottisti.

Il portavoce Florian Seidl presso la centrale elettrica di Freudenau © VERBUND/Redtenbacher
Il portavoce Florian Seidl presso la centrale elettrica di Freudenau © VERBUND/Redtenbacher

Quali metodi utilizzano questi gruppi per diffondere le loro “informazioni” tra la gente?

Disinformazione e polarizzazione sono gli strumenti già collaudati. Più il titolo è sensazionalistico, maggiore è l’indignazione che suscita. Immagini da incubo generate dall’intelligenza artificiale fanno parte del repertorio tanto quanto assurdi fotomontaggi di gigantesche turbine eoliche inserite in paesaggi familiari. Si evita accuratamente qualsiasi discussione orientata alla ricerca di soluzioni; anzi, si evita del tutto il dialogo. A volte si ha l’impressione che l’indignazione sia diventata fine a se stessa.

Chi sono i/le mandanti?

Un gruppo portavoce spunta ovunque con gli stessi discorsi e le stesse immagini. Queste persone agiscono in simbiosi con i media estremisti, che a loro volta adottano il “ragebait” come modello di business: la paura porta clic alle piattaforme e visibilità agli attivisti.

Cosa comporta per l’Austria a livello economico e per le varie regioni il fatto che i grandi progetti vengano sistematicamente ostacolati?

L’energia a basso costo è la chiave per la sicurezza del territorio. L’eolica presenta il maggiore potenziale di crescita in Austria: l’energia elettrica prodotta sul territorio ci rende più indipendenti dalle crisi di approvvigionamento o dai picchi estremi dei prezzi. Ogni ostacolo irrazionale e ideologico, invece. indebolisce l’Austria.

Chi sono i “vincitori” e i “perdenti” di questa opposizione che si è venuta a creare?

A perdere sono sempre le persone coinvolte: al termine di una campagna allarmistica, ciò che rimane è una comunità polarizzata e divisa. Il circo itinerante dell’energia eolica si sposta verso il prossimo progetto, senza riguardo per le finanze comunali o le prospettive future della regione.

I vincitori? La soddisfazione personale che deriva dall’attenzione, dal riconoscimento e dal senso di appartenenza alla comunità è una ricompensa immateriale per gli attivisti della scena complottista. Alcuni gestori di media alternativi e associazioni di raccolta fondi riescono addirittura a guadagnarsi da vivere in questo modo. Inoltre chi controlla le risorse fossili è grato per ogni giorno in più in cui l’Europa ne resta dipendente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

To Top