Il consenso inizia dal portafoglio. La partecipazione economica dei cittadini come chiave per il successo dei progetti energetici

11.09.2025

La transizione energetica ha bisogno di progetti che vadano a buon fine in luoghi idonei. La presenza di turbine eoliche a vista o di grandi impianti fotovoltaici nel quartiere suscita spesso scetticismo laddove sarebbe, invece, necessario il consenso. Ma come si ottiene l’approvazione? Una possibile risposta è fornita dai modelli di partecipazione finanziaria dei cittadini.

Lo studio tedesco sulla partecipazione finanziaria dei cittadini (Deutsche Studie Finanzielle Bürgerbeteiligung – DSFB), condotto da PwC Legal ed eueco nel novembre 2024, ha rilevato e analizzato il punto di vista dei promotori di progetti. I risultati sono rilevanti anche per l’Austria, dati gli obiettivi di espansione ambiziosi, i lunghi processi di autorizzazione e i dibattiti infuocati.

La conclusione più importante a cui sono giunti gli autori dello studio, Matthias Schuppenhauer (eueco) e Christopher Wagner (PWC Legal), è la seguente: la partecipazione economica dei cittadini non viene impiegata principalmente per il finanziamento del progetto, bensì per aumentarne l’accettazione. L’85% dei responsabili di progetti tedeschi intervistati indica proprio questo come motivo primario, molto più importante della creazione di valore aggiunto o della pressione politica. L’acquisizione di capitale è solo al settimo posto. Per l’Austria, dove numerosi progetti falliscono a causa delle opposizioni a livello locale, questo è un segnale chiaro: chi considera la partecipazione come una strategia di comunicazione ha migliori possibilità di realizzare il suo progetto.

La comunicazione precede la posa della prima pietra

Schuppenhauer, uno degli autori dello studio, rivela che “è proprio nella fase iniziale dei progetti che spesso si decide se ne deriverà accettazione o rifiuto. E la partecipazione finanziaria crea un importante punto di partenza nel dialogo: trasforma le persone coinvolte in soggetti partecipi, sposta il focus dai costi alle opportunità e crea possibilità di identificazione”. Una comunicazione di progetto mirata, che veda la partecipazione dei cittadini non solo come uno strumento ma come un approccio, potrebbe minimizzare i conflitti e generare fiducia.

Due terzi delle 271 aziende intervistate hanno già messo in atto forme di partecipazione dei cittadini e molte ne stanno pianificando altre. La soddisfazione per i modelli scelti è elevata: in media le aziende assegnano 7,3 punti su 10 massimi. I promotori dei progetti giudicano particolarmente positivo il fatto che la comunicazione acquisisca una dimensione completamente nuova: modelli di partecipazione come le cooperative o i prestiti subordinati offrono punti di aggancio per campagne locali, iniziative mediatiche e informazione trasparente.

Foto: Unsplash
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La partecipazione economica come punto di contatto

Un settore dinamico è quello del finanziamento collettivo digitale (crowdinvesting), ad esempio tramite prestiti subordinati. Si tratta di uno strumento flessibile, accessibile e facilmente integrabile nelle attività di comunicazione. Gli autori scorgono delle opportunità: “Le piattaforme con un proprio marchio consentono un approccio diretto, un riferimento al progetto e messaggi chiari. Questa combinazione tra partecipazione e comunicazione digitale crea visibilità, credibilità e, in ultima analisi, la fiducia necessaria”. Tre quarti delle aziende intervistate utilizzerebbero nuovamente questo modello digitale.

Base volontaria con un contesto di riferimento

Se le regole comuni sono bene accette, le norme obbligatorie vengono viste con occhio critico. In Germania esistono già le prime regolamentazioni regionali sulla partecipazione dei cittadini e i promotori dei progetti auspicano che tali normative prevedano la volontarietà all’interno di un quadro trasparente ed equo. Per l’Austria, dove la partecipazione è spesso regolata in modo specifico per ogni progetto o per ogni Comune, un quadro nazionale potrebbe fornire orientamento e chiarezza.

Wagner e Schuppenhauer analizzano la questione: “La partecipazione finanziaria dei cittadini non è ridotta a poche aziende; molti progettisti la propongono. I modelli sono diversi, ma presentano caratteristiche tipiche e comuni. Questi modelli hanno successo quando sono tagliati su misura in modo adeguato rispetto alle esigenze specifiche. Un quadro legislativo il più flessibile possibile è d’aiuto”.

In conclusione: un modello con delle prospettive per Germania e Austria

Lo studio dimostra che la partecipazione finanziaria dei cittadini funziona come strumento di partecipazione e di comunicazione. L’elemento decisivo è che la partecipazione venga integrata fin dalle prime fasi come elemento strategico della comunicazione di progetto. Chi comunica la partecipazione in modo intelligente non crea solo accettazione, ma anche identificazione e, con essa, la base per una transizione energetica che non sia solo tecnicamente fattibile, ma anche positivamente radicata nella società.

 

Qui di seguito il link allo studio PWC:
https://legal.pwc.de/fachartikel/Allgemein/pwc-dsfb-deutsche-studie-finanzielle-buergerbeteiligung-eueco-2024.pdf?utm

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