Nell’infinito mondo di Internet esistono due tipi di copertura: quella fornita dalle piattaforme e quella propria. Le newsletter rientrano nella seconda categoria. Questo le rende uno degli strumenti più efficaci per aziende, organizzazioni, associazioni e persino per i singoli individui per raggiungere in modo affidabile clienti, persone interessate e fan. I consigli del feed e i sistemi di ranking qui non hanno alcun ruolo. È ognuno a decidere autonomamente cosa ricevere nella propria casella di posta.
Un filo diretto, invece della “lotteria” delle piattaforme
Chi punta esclusivamente sui social network finisce per diventarne dipendente. Le piattaforme, infatti, tendono a modificare spesso i propri algoritmi: un formato viene privilegiato, un altro scompare e, all’improvviso, solo una minima parte della propria community vede i contenuti. Una newsletter è più affidabile. Chi si iscrive dichiara attivamente: “Sì, voglio ricevere le tue notizie”. E questo desiderio viene anche soddisfatto. Le aziende che dispongono di una mailing list ben curata possono contare su un canale di comunicazione prezioso e flessibile. Un’e-mail, infatti, viene solitamente letta in un contesto più personale rispetto a un post. E il messaggio può essere più lungo, più sostanzioso e più personale, perché non deve fare colpo in due secondi: si ha spazio a disposizione e si può trasmettere competenza, creare familiarità e veicolare molti valori del brand. Spazio sufficiente per spiegare, contestualizzare e sorprendere.
La fiducia cresce quando ci si fa sentire regolarmente. Col tempo si crea un senso di vicinanza. Ed è proprio questo che una newsletter sa fare particolarmente bene. Fornisce idee, spunti, ispirazione e orientamento, funge da canale di vendita o semplicemente serve a dire “ciao”. Consiglio da esperto: non si scrive solo quando si vuole vendere qualcosa.
Qualità? Qualità!
Una newsletter può essere inviata a centinaia, migliaia o milioni di persone; se è scritta in modo personale e pertinente, i destinatari si sentono comunque coinvolti in modo diretto. Ciò che serve è un buon oggetto, un mittente riconoscibile e un tono inconfondibile. Anche contenuti stimolanti che riscuotono successo e invogliano i lettori a saperne di più sono un ingrediente indispensabile.
Una buona newsletter si contraddistingue per l’elevata qualità grafica e dei contenuti, per la sua utilità e per il rispetto del tempo dei propri lettori e lettrici. Articoli redatti secondo i canoni giornalistici, interviste, commenti su temi di attualità o interessanti gallerie fotografiche contribuiscono a far sì che il mittente venga percepito in modo positivo e rimanga impresso nella memoria.
Dos & Don’ts: gli elementi che contraddistinguono una buona newsletter
Oggetto breve e conciso:
Determina se l’e-mail verrà aperta o meno. È meglio evitare espressioni che potrebbero far scattare i filtri antispam, come “Gratis”, “Acquista ora” o un uso eccessivo di punti esclamativi.
Utilizzare un nome mittente fisso:
Le persone aprono le e-mail inviate da mittenti di cui si fidano.
Strutturare i contenuti con un rapporto 90:10:
90% di valore aggiunto, 10% di promozione personale.
Considerare i dispositivi mobili:
Oltre il 60% di tutte le e-mail viene aperto su uno smartphone. Il layout, la dimensione dei caratteri e i formati delle immagini dovrebbero quindi tenerne conto.
Fornire un chiaro invito all’azione:
Un unico “Call to action” ben posizionato è più efficace di cinque link concorrenti.
Acquistare una mailing list o riempirla di indirizzi mail senza consenso esplicito:
Ciò danneggia la reputazione e l’inviabilità.
Selezionare formati estremamente ricchi di testo o di immagini:
I testi troppo densi scoraggiano i lettori, mentre le gallerie di sole immagini non funzionano, se non si caricano.
Prima dell’invio, non tralasciare un test di invio:
Gli errori presenti nella newsletter non possono più essere corretti dopo l’invio. Un breve check, secondo il principio dei “quattro occhi”, permette di evitare link non funzionanti, errori di visualizzazione e refusi che spesso sfuggono alla nostra attenzione.
Oggetti “clickbait” che non rispecchiano il contenuto:
Creatività sì, ma senza annunci o dichiarazioni esagerate che poi non vengono mantenute.
Conclusione
Le newsletter sono così efficaci perché rappresentano una sorta di appuntamento digitale e un modo per mantenere i contatti, desiderato da entrambe le parti.
Le persone interessate dicono: “Fammi sapere. Non vedo l’ora!”
Le aziende rispondono “Eccoci!”
A prescindere dai tassi di apertura e delle conversioni, è sempre un’ottima cosa.