ESG: tutto ciò che le aziende devono sapere

17.03.2025

La rendicontazione della sostenibilità mette le imprese, anche quelle che non sono formalmente tenute a farlo, di fronte a nuove sfide. La comunicazione gioca così un ruolo decisivo: la sostenibilità non può essere un aspetto sterile e burocratico riservato a un singolo dipartimento, ma deve essere perfettamente integrata in tutti i processi, negli obiettivi e nella filosofia aziendale, tangibile e vissuta all’interno dell’impresa.

Con clavis al vostro fianco, comunicate nel modo giusto. In clavis supportiamo le aziende nell’ideazione, nella progettazione e nell’implementazione del loro processo ESG (Environmental, Social and Governance). Prestiamo particolare attenzione alla conformità con l’ECGT per la tutela dei consumatori e la direttiva sui Green Claims.
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La sostenibilità è un valore fondamentale della nostra società rafforzato da numerose linee guida e normative. Le aziende devono oggi affrontare la sfida di implementare le pratiche sostenibili, migliorare i processi, raccogliere dati chiave rilevanti e comunicare i propri progressi in modo trasparente e affidabile. L’ESG descrive l’impatto ambientale, sociale e corporate di un’impresa e costituisce la base per un business sostenibile. Le nuove normative ESG richiedono, tuttavia, un elevato livello di apertura al cambiamento. Ma cosa significa esattamente ESG? Quali direttive UE sono rilevanti per le aziende? E perché la comunicazione trasparente è così importante? Questo articolo vi offre una panoramica al riguardo.

ESG – Environmental, Social, Governance: cosa c’è dietro a queste tre dimensioni?

Il concetto di ESG individua criteri specifici che possono essere utilizzati per valutare la performance e il funzionamento di un’azienda in relazione ai temi della sostenibilità. L’ESG individua tre aree di responsabilità:

  • Ambiente (Environmental): le imprese e le organizzazioni devono adottare attivamente misure per proteggere l’ambiente, ad esempio con la riduzione dell’impronta ecologica o l’uso di energie rinnovabili.
Christina Kumpusch, consulente di clavis, spiega il tema dell'ESG
  • Responsabilità sociale (Social): le aziende devono assumersi la responsabilità sociale promuovendo l’inclusione e la partecipazione e rispettando i diritti dei dipendenti.
  • Gestione aziendale (Governance): l’ultima dimensione è orientata a una governance aziendale sostenibile, che comprende una comunicazione trasparente, processi decisionali etici e la tutela delle parti interessate, come dipendenti e azionisti.

Importanti direttive UE in materia ESG

 

Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha adottato una serie di direttive per facilitare la transizione verso un’economia più efficiente sotto il profilo delle risorse e più competitiva. Tra queste, la direttiva CSRD (Corporate Responsibility Reporting Directive), le norme sui Green Claims e la ECGT (Empowering Consumers for the Green Transition).

Corporate Responsibility Reporting Directive (CSRD)

Molte realtà aziendali si stanno preparando alla direttiva sulla rendicontazione della Corporate Responsibility (CSRD). La direttiva obbliga le imprese di certe dimensioni a fornire un resoconto completo sulla sostenibilità e a divulgare informazioni dettagliate al riguardo. Con il Regolamento Omnibus, il 26 febbraio 2025 la Commissione europea ha annunciato importanti agevolazioni per le aziende. Il gruppo di imprese interessate è stato ristretto: in futuro, infatti, solamente le grandi aziende con oltre 1.000 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro (o un bilancio superiore ai 25 milioni di euro) avranno l’obbligo di presentare la relazione. Ciò significa che circa l’80% delle ditte non rientra nel campo di applicazione. Inoltre la scadenza è stata posticipata di due anni: le società che originariamente avrebbero dovuto presentare la relazione a partire dall’anno fiscale 2025, ora dovranno farlo solamente a partire dal 2027. Attenzione: prima di entrare in vigore il Regolamento Omnibus deve essere sottoposto all’esame del Parlamento e del Consiglio europeo e a ulteriori procedure legislative.

Ache molte aziende austriache, tuttavia, sono indirettamente interessate dalla CSRD e sono tenute a fornire informazioni sulla sostenibilità in quanto parte della catena del valore delle imprese soggette agli obblighi di rendicontazione.

Immagine delle bandiere dell'Unione Europea per un post sul blog dedicato all'ESG e alle direttive UE

Per quanto riguarda la comunicazione, sono rilevanti le seguenti linee guida:

 

Directive on Empowering Consumers for the Green Transition (ECGT)

La direttiva ECGT è un quadro di riferimento chiave nell’ambito delle nuove normative europee in materia di sostenibilità e protegge i consumatori da dichiarazioni di sostenibilità fuorvianti. Termini come “sostenibile”, “biologico” e “rispettoso dell’ambiente” possono essere utilizzati solo se adeguatamente comprovati. Questo perché manovre ingannevoli e pratiche di greenwashing possono impedire ai consumatori di prendere decisioni di acquisto consapevoli e realmente rispettose dell’ambiente. La direttiva ECGT non riguarda, quindi, solo la sostenibilità e la trasparenza, ma anche la tutela dei consumatori. Entrata in vigore il 26 marzo 2024, dovrà essere recepita dai Paesi membri dell’UE entro il 27 marzo 2026 e verrà applicata a partire dal 27 settembre 2026.

Green Claims Directive
I Green Claims (o affermazioni ecologiche) sono termini, frasi o etichette utilizzati per descrivere singoli prodotti e servizi, ma anche intere catene di fornitura, processi produttivi o divisioni

Foto di una foglia per un post su un blog di rivendicazioni verdi
aziendali, volti a comunicare verso l’esterno un’immagine verde e sostenibile. Le affermazioni fatte sono, tuttavia, non sempre sostenibili o addirittura fuorvianti. La proposta di Direttiva sui Green Claims (Green Claims Directive) della Commissione europea mira a rendere tali dichiarazioni equiparabili, trasparenti e, soprattutto, credibili in tutta Europa.

Ecco alcuni dei regolamenti in essa contenuti:

  • Terminologia con una connotazione positiva come “neutrale alla CO₂” può essere utilizzata solo se è possibile verificarne la conformità con le linee guida pertinenti.
  • Le dichiarazioni sulla sostenibilità che riguardano solo una parte del prodotto o del processo di produzione non possono essere utilizzate per promuoverlo nel suo complesso.
  • Non sono consentite dichiarazioni che facciano riferimento a compensazioni di emissioni esterne all’effettiva catena del valore del prodotto.
  • Gli standard minimi previsti dalla legge che vengono rispettati non possono essere pubblicizzati come vantaggi o proprietà particolari del prodotto.

La direttiva sui Green Claims è dunque particolarmente rilevante per gli uffici di comunicazione e marketing. È tutt’ora ancora indefinito quando il processo legislativo sarà completato: si prevede che trascorrerà un periodo di due anni prima che i nuovi regolamenti entrino in vigore anche nel quadro giuridico degli Stati membri dell’UE.

Immagine del martelletto di un giudice per un post del blog su ESG e direttive UE

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